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L'inviato speciale

La notte di San Giovanni, le piazze e le colline si accendono

 

L’estate e i falò

 

Falò

 

Il 21 giugno è il solstizio d’estate, la notte più corta dell’anno. Le notti successive saranno sempre un pochino più lunghe. In concomitanza con il solstizio – che è variabile e può cadere tra il 20 e il 21 giugno – il 24 giugno si celebra la festa di San Giovanni Battista, il profeta che preparò la venuta di Gesù. Si legge nel Vangelo di Matteo: «Io vi battezzo con acqua... ma colui che viene dopo di me... vi battezzerà in Spirito santo e fuoco». Ed ecco entrare il scena il fuoco: quello dei tanti falò che la notte di San Giovanni si accendono in varie parti d’Italia, soprattutto in Piemonte e in Liguria, ma anche nel resto d’Europa. A Torino e a Genova i fuochi sono particolarmente sentiti poiché San Giovanni Battista è il patrono delle due città. Nel capoluogo piemontese un grande falò si accende in Piazza Castello, seguito da un corteo storico e dai fuochi d’artificio. Nel capoluogo ligure ad andare “in fiamme” è Piazza Matteotti.

 

Alicante

 

Fuochi sulle colline

 

Ancora più suggestivi i falò accesi nelle colline delle Langhe (che ispirarono il celebre romanzo dello scrittore Cesare Pavese, “La luna e i falò”), e del Roero, con i ragazzi che fanno un girotondo intorno al fuoco. I falò sono legati soprattutto alla cultura contadina, e ancora si conservano tante curiose tradizioni che riguardano il fuoco. Fuoco che purifica i campi, che propizia il raccolto. E poiché le giornate, dopo il solstizio, si accorciano, il fuoco era considerato come un incoraggiamento per il sole, affinché potesse resistere, caldo e potente.

 

Fuochi in piazza Matteotti

 

 

Brucia la strega

 

La notte del 23 giugno si raccolgono le noci non ancora mature per preparare un liquore digestivo, il “nocino”. Un tempo era tradizione spargere le ceneri nei campi per renderli più fertili e far passare sulla cenere ancora fumante il bestiame in modo che uccidesse i parassiti. Saltare sul fuoco si diceva che liberasse dal mal di schiena e che portasse fortuna agli innamorati. La notte di San Giovanni è anche detta la notte delle streghe, e in molti falò si costruisce un fantoccio di stracci e fascine, che rappresenta, appunto, una sorta di demone da sconfiggere bruciandolo. E tra i Paesi di una stessa valle rimane ancora una certa rivalità su chi fa il fuoco più bello e soprattutto quello che dura di più.

 

La Meiga Mayor

 

Fiamme in riva al mare


In Spagna la tradizione dei falò (in spagnolo hogueras) di San Giovanni dà vita a manifestazioni coreografiche. Sulla spiaggia di Alicante, sul Mar Mediterraneo, si accendono i fuochi sulla sabbia, mentre in cielo esplodono i fuochi di artificio. A La Coruña, sull’oceano Atlantico, a mezzanotte la Meiga Mayor (la “Strega Maggiore”, interpretata da una ragazza) accende il falò principale e vengono incendiati anche faccioni di donna nel costume tipico galiziano . In questo miscuglio di superstizioni, religione e vecchie tradizioni, rimane la bellezza di un fuoco che brucia e rischiara la notte, il fuoco che scalda i cuori e fa sentire uniti vecchi, giovani e bambini.

 

Sulla spiaggia, attorno al falò

 

 

Fulvia Degl’Innocenti


 

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