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L'inviato speciale

Mossa ai bianchi

 

Regole, storia e campionati della dama

 

 

Una scacchiera, dodici pedine a testa, e la sfida ha inizio. Il gioco della dama, nelle sue infinite varianti, è presente in tutto il mondo e dalla notte dei tempi. Ci giocavano già gli antichi Egizi; un kit completo di gioco (una damiera 3 x 6 divisa in tre linee orizzontali e con pedine rotonde) risalente al 5000 a.C. circa è stato trovato in Egitto, nella città di El-Mahash, e si trova nel museo di Bruxelles.

La tavola da gioco con il passare dei secoli è diventata più grande: 5 x 5 quadrati, e poi, come quella attuale italiana, 8 x 8 quadrati, per un totale di 64 caselle. Nell’Inghilterra del XIX secolo si è passati a 10 x 10 quadri: 100 caselle con 20 pezzi per ogni giocatore. Verso la metà del XVIII secolo i Francesi portarono il loro gioco in Canada. Da esso nacque la variante canadese che si gioca sulla damiera di ben 144 caselle (12 x 12)! La variante più originale è la dama turca. In essa le pedine muovono non in diagonale, ma in avanti sulle colonne e lateralmente sulle linee, come fa la torre negli scacchi.

 

 

La dama italiana

 

La dama italiana si gioca sulla stessa base del gioco degli scacchi, facendo attenzione a posizionarla in modo corretto, ovvero con il quadrato in basso a destra che deve essere nero. La mossa iniziale spetta sempre ai bianchi e le pedine si muovono e mangiano in diagonale. Una volta arrivati nella prima riga avversaria (base), diventano dame e possono viaggiare anche all’indietro. Le regole della dama sono semplici: c’è l’obbligo di mangiare e se ci sono più possibilità occorre fare la mossa che mangia più pezzi. Facoltativa la regola del soffio, ovvero quando ci si dimentica di mangiare, l’avversario può “soffiarti”, cioè catturare la pedina. Nelle competizioni ufficiali il soffio non è ammesso, ma tra amici può essere divertente.

 

 

 

Gare e campionati

 

La Federazione nazionale di dama (www.federdama.it) organizza campionati anche con sezioni per bambini e ragazzi. Alla finale nazionale dei Giochi sportivi giovanili di dama partecipano gli studenti delle scuole dalle elementari alle superiori (200 quest’anno); al Campionato italiano giovanile di dama italiana giunto, alla 33ª edizione, sono ammessi i ragazzi dal 2001 in avanti. Nei Campionati europei e mondiali si gioca la dama internazionale (detta anche polacca) su 100 caselle, con qualche regola diversa: per esempio, la pedina mangia sia in avanti che indietro e può mangiare anche la dama.

 

 

 

A occhi bendati


Volete una partita con gli effetti speciali? Provate con dama “alla cieca”, in cui si gioca a occhi bendati, cioè senza poter guardare la damiera, andando semplicemente a memoria e conoscendo solo le coordinate delle mosse avversarie (ogni casella corrisponde a un numero) come nella battaglia navale. Uno dei più grandi campioni italiani di dama, Michele Borghetti, è riuscito ad affrontare in simultanea alla cieca 23 giocatori, conseguendo 17 vittorie, 6 pareggi e nessuna sconfitta, record mondiale a 64 caselle.

 

Pedine viventi

 

E quando al posto delle pedine ci sono uomini e donne in carne e ossa? La dama vivente più celebre è la Dama Castellana di Conegliano Veneto, che rievoca in chiave rinascimentale un’antica battaglia avvenuta nella seconda metà del 1200 tra coneglianesi e trevigiani. I figuranti in costume si muovono nelle caselle eliminandosi l’un l’altro tra il tifo del pubblico. Altre dame viventi a Poggio Imperiale (dove c’è la damiera più grande d’Europa) e a Castelvetro (Modena).

 

Fulvia Degl’Innocenti


 

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